venerdì 12 settembre 2014

Oberaarhorn



Tutte le vette sembrano inaccessibili da lontano, ma poche si revalano così facili da conquistare se comparate a quanto ardue sembrano dalla valle come l'Oberaarhorn. Il grosso della fatica è la salita per il ghiacciaio tagliato dai crepacci per arrivare fino al rifugio, così abbarbicato alla roccia che bisogna usare una scala a pioli. Mi chiedo a chi sia venuto in mente di costruirlo proprio lì. Non una brutta idea, si è in mezzo a tre ghiacciai che scendono verso le rispettive valli, ma all'epoca deve essere stato massacrante portare tutto il materiale a 3.300m.
L'ultimo pezzo dell'ascesa verso i 3.600 è molto piacevole. Non c'è bisogno di corda. Dopo un tratto di roccia si arriva su un nevaio che è bello in salita e splendido in discesa. Per la prima volta quest'estate riesco anche a vedere il panomarama, anche se - con mia grande sorpresa - i miei compagni non sanno dirmi i nomi delle cime che ci circondano. Neanche la cartina aiuta, perché tutto il lato nord è assente e verso sud si vede solo la valle che porta al Vallese. Montagne senza nome, comunque splendide.



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